Come dosare i getti dell’idropulsore per una perfetta igiene dentale

Rimuove batteri, placca e residui di cibo dai denti per una pulizia senza precedenti. L’idropulsore fa piazza pulita di ogni agente nemico dell’igiene orale e dentale, che spesso sfugge al comune spazzolino, grazie a potenti getti d’acqua o di una soluzione idrica con l’aggiunta di collutorio. A seconda della potenza impressa agli spruzzi si possono ottenere getti potenti per igienizzare denti e bocca oppure emissioni più delicate per massaggiare le gengive e riattivare la circolazione sanguigna. Va detto che l’idropulsore, di cui si possono vedere gli ultimi modelli in commercio su www.sceltaidropulsore.it,  non sostituisce in toto lo spazzolino, tanto è vero che in alcuni modelli ne ingloba uno, ma è un ottimo surrogato del filo interdentale e del collutorio usato da solo, per questo il suo uso è particolarmente indicato in soggetti che portano apparecchi ortodontici o protesi o che hanno una dentatura non allineata. In questo caso il getto dell’apparecchio è funzionale e arriva dove altri dispositivi non riescono.

Ma vediamo meglio com’è strutturato un idropulsore che riassume optional e funzionalità differenti. In primis, il getto d’acqua che consiste in uno spruzzo di potenza variabile di acqua pressurizzata simile a quello che viene somministrato quando si va dal dentista. Questo getto può avere una forza tale da lasciare i denti perfettamente puliti e senza ombra di residuo. In alternativa, l’idropulsore può erogare getti d’acqua e aria filtrata che neutralizza eventuali batteri annidati fra denti e gengive. Poi, vi sono delle varianti, di cui sono dotati alcuni modelli fra i più innovativi che sfruttano dei getti per così dire mirati, la cui intensità può essere programmata e impostata a priori per pianificare il tipo di pulizia orale e dentale voluta.

A proposito di regolare il getto, l’idropulsore dà la possibilità di scegliere la forza e il modo di erogazione per impostare diversi gradi di pulizia, a seconda delle necessità. In base alla potenza e alla tipologia, i getti dell’idropulsore possono classificarsi in getti singoli, multipli o regolabili d’intensità, dove il primo è una sorta di doccia dentale costituita da uno spruzzo unico e costante, il secondo è un insieme di getti intermittenti che agiscono su aree ‘bersaglio’ e la terza modalità attiene a modelli più ricercati provvisti di ghiere che consentono di dosare l’intensità del getto, volta per volta.  Maggiori informazioni sul sito seguente.